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Ebola: Nigeria invia personale medico in Sierra Leone

Vittime e contagiati. Il contagio del virus ebola non rallenta e continua a diffondersi, mietendo vittime da quando è stata comunicata notizia dei primi casi in Guinea nel dicembre 2013. E ha anche la potenzialità di rallentare la crescita socio-economica africana stimata a 5 per cento nel 2014 e 5.1 nel 2015.

L’Unione africana e i medici nigeriani. Rispondendo all’appello lanciato dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dall’Unione africana, la Nigeria ha mandato circa 250 personali medici, composta di medici, infermieri, epidemiologi in Sierra Leone, parte di un contingente di oltre 500 volontari da dispiegare nei Paesi più colpiti (Liberia, Guinea e Sierra Leone) sotto l’ombrello della Missione di supporto contro Ebola dell’Unione africana (ASEOWA). Si legge dal sito che l’Unione africana conta di mobilitare oltre mille volontari nelle zone colpite dal virus entro la fine dell’anno.
Secondo i funzionari nigeriani, resteranno in Sierra Leone per un periodo che va dai tre a sei mesi. Inoltre, Nigeria Centre for Disease Control (NCDC) assisterà i Paesi coinvolti per migliorare la loro capacità di risposta all’epidemia.

Emergency e MSF. La mobilitazione internazionale per alzare il livello di risposta contro l’epidemia, ha visto arrivare nei tre paesi dell’Africa occidentale, il personale medico cubano (uno dei primi ad arrivare nell’area), medici e marines americani, Medecins sans Frontieres (MSF) e diverse organizzazioni umanitarie italiane a cominciare dall’Emergency.

5 dicembre 2014